La D.O.C. Castel del Monte, che disciplina una delle zone a più spiccata vocazione vitivinicola della Puglia, non poteva che prender nome da un così nobile simbolo.
L'intera area, a nord di Bari, copre i territori che dall'Alta Murgia digradano verso l'Adriatico comprendendo due zone con il medesimo clima mediterraneo, ma con differenti tipi di terreno e paesaggio.
Al di sopra dei 300 metri si estende il roccioso altopiano della Murgia in cui, tra pascoli e seminativi, si trovano i tipici vigneti a spalliera bassa situati sul fondo delle lame, dove le radici delle viti riescono a nutrirsi anche nei periodi estivi più siccitosi. Fra i 180 e 300 metri invece, la fascia premurgiana è caratterizzata da terreni profondi di natura tufaceo-calcarea e accoglie distese di ulivi, di vigne e di grano dorato.
Qui, tradizionalmente, sono allevate le varietà autoctone a bacca bianca - Pampanuto e Bombino Bianco - e nera - Bombino Nero, Nero di Troia, Montepulciano e Aglianico - alle quali sono state affiancate, proprio grazie alla sperimentazione della Rivera, varietà alloctone bianche - Chardonnay e Sauvignon - anche esse entrate a far parte del disciplinare.











